Il jolly che fece innamorare Vujadin Boskov: la storia di Fausto Salsano

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Un coro si alza dalla gradinata Sud: “E Salsanin… Salsanin… Salsanin! Salsanin! Salsanin! Salsanin!” Il destinatario è Fausto Salsano, il jolly dell’era d’oro blucerchiata che il 19 dicembre 2018 compie 56 anni!

Cresciuto nella Pistoiese arriva a Genova nel 1979 e ci resta per due stagioni con la formazione Primavera. Dopo le esperienza in prestito ad Empoli e Parma torna in blucerchiato nel 1984, diventando una pedina preziosa per mister Boskov, stregato fin da subito dalla sua duttilità che lo rendeva in grado di giocare in più ruoli e di cambiare il ritmo della partita in corso. L’unico rimpianto è quello di essere partito nel 1990/1991, l’anno dello scudetto blucerchiato, per giocare 3 anni nella Roma. Nel 1993 torna alla Samp e resta altri 5 anni, fino al 1998. Fausto resterà per sempre nella storia della Samp, soprattutto se si pensa alla sassata in rete nella finale di coppa Italia vinta contro il Torino e al tiro che provocò il gol di Vialli contro l’Anderlecht nel trionfo in Coppa delle Coppe.

Dopo il suo addio a Genova Salsano è restato in Liguria con le maglie di Spezia, Sestrese e Imperia, prima di chiudere la carriera da calciatore nel 2000. Proprio ad Imperia ha iniziato la nuova vita da allenatore, un’esperienza che lo ha visto crescere nel ruolo di vice affidabile: prima con Pietro Vierchowod a Catania e Firenze, poi con Roberto Mancini. Con il Mancio, compagno di mille battaglie in blucerchiato, è nato un rapporto di fiducia che dura tutt’oggi e che ha visto Salsano affiancarlo nelle vittoriose esperienze all’Inter, al City, al Galatasaray e allo Zenit. Anche oggi Fausto Salsano è un membro fondamentale nello staff del ct azzurro, assistente di Bobby Gol nell’Italia. Come passa il tempo… Auguri Salsanin!

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