Se la Samp fosse il Barcellona: i pilastri di Giampaolo

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Vive la Sampdoria come fosse il suo Barcellona, sa benissimo che qui avrà sempre spazio e penso che questo sia il club adatto a lui. È chiaro che tutti i matrimoni prima o poi devono finire ma ci sono i presupposti per andare avanti insieme ancora tanto tempo.” Queste le parole del ds Carlo Osti sul tecnico Marco Giampaolo, che da quando è arrivato alla Sampdoria si è seduto sulla panchina blucerchiata per 97 volte in serie A, arrivando all’ottavo posto nella classifica degli allenatori nella storia della Samp in campionato.

Quelle del dirigente italiano sono dichiarazioni molto forti, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dal mister, che dal suo arrivo ha permesso alla società di realizzare plusvalenze importanti e migliorare gli obiettivi stagionali. A dire il velo con il “maledetto” Barcellona la Sampdoria ha ben poco in comune tra budget e obiettivi, ma se dovessimo trovare analogie tra i calciatori delle due squadre…

Quagliarella – Messi: i due attaccanti sono capocannonieri delle rispettive squadre, rispettivamente con 16 e 21. Entrambi capitani, i due calciatori sono presenti nella classifica della scarpa d’oro: se il campione argentino è un abituè ed è primo in classifica, il blucerchiato è a sorpresa quarto nella classifica generale assieme a Cavani, Salah e Pèpè.

Audero – Ter Stegen: ottimo periodo di forma per i due portieri. Se per il tedesco il compito è facilitato anche dalla alta qualità della squadra blaugrana, l’italo-indonesiano ha dimostrato di essere un portiere molto valido, conquistandosi la conferma alla Samp per ben 20 mln di euro. Nonostante la differenza tra le due squadre i gol subiti dai due estremi difensori in campionato sono simili: la Sampdoria ha subito 29 gol mentre il Barcellona 23, entrambi in 22 partite.

Andersen – Piquè: in questa stagione l’ottimo rendimento delle difese di Samp e Barca è reso possibile grazie anche alle prestazioni di questi due difensori centrali. Lo spagnolo è una certezza da anni del reparto difensivo blaugrana, del quale ha preso le redini dopo l’addio di Puyol. Il danese è invece una delle rivelazioni della Samp, che Giampaolo ha utilizzato in pianta stabile in questa stagione, con ottimi risultati. Differenza a livello statistico tra i due sono le reti: 3 per il blaugrana e 0 per il blucerchiato, aspetto che andrebbe migliorato per il danese e per tutto il reparto difensivo doriano.

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