La storia di Marvin Hagler, la leggenda del pugilato che tifa Sampdoria

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“Perché tifo Sampdoria? Mi piacevano i colori, poi ho scoperto che la Samp è un underdog, sottostimata, quello che è successo a me per gran parte della carriera. Anche se con Vialli, Mancini e Gullit ci siamo divertiti anche noi”

La International Boxing Hall of Fame lo ha inserito nella lista dei più grandi pugili di ogni tempo. Campione del mondo nei medi WBC, campione del mondo nei medi WBA e campione del mondo nei medi IBF. La storia di Marvin Hagler, pugile nato a Newark, in New Jersey, nel 1954, è quella di uno sportivo unico, anche per le sue passioni. Trasferitosi a Brockton, la stessa città di Rocky Marciano, nel 1967, Hagler inizia a fare pugilato nella paestra dei fratelli Petronelli. Nel 1973 diventa campione nazionale per la prima volta, iniziando così una lunga carriera che si concluderà nel 1987, dopo aver scritto pagine importanti nella storia del pugilato.

Il 6 aprile del 1987 fu il giorno di un leggendario incontro che fa discutere gli appassionati di pugilato ancora oggi, quello contro Sugar Ray Leonard. Un incontro che Hagler perse ai punti, scatenando le proteste di tifosi e addetti al settore. Dopo quel match, in protesta con il verdetto, Hagler annunciò il suo ritiro dal ring in protesta contro la politica che manovra lo sport, rinunciando ai milioni di dollari già promessi per una rivincita con Leonard. “Anche se non sono mai stato d’accordo con quel verdetto, dopo così tanti anni rimuginare non cambia nulla. Nella mia filosofia, la visione è sempre proiettata in avanti, mai all’indietro” ha spiegato nel 2017.

Appesi i guanti al chiodo Hagler ha iniziato a visitare l’Italia per girare i film Indio e Indio 2: “La boxe mi ha cambiato la vita, ma è uno sport che devi amare se vuoi farlo seriamente. L’Italia è un paese bellissimo. Pat, il mio manager, e Goody Petronelli, il mio allenatore, erano italiani, ma non è stata la ragione per la quale sono venuto qui. Il regista Antonio Margheriti mi chiamò per fare Indio, un film di avventura, e così andai a Roma. Poi girammo Indio 2 fra Roma, le Filippine e Milano e da quel momento vado e vengo dall’Italia, mia moglie poi è italiana ma è una persona molto riservata quindi… non dico altro”.

La nuova vita di Hagler in Italia è anche coincisa con un nuovo amore, la Sampdoria: “Sono americano ma anche se sono sempre in giro per il mondo qui vengo spesso così ho imparato ad amare anche il calcio: la mia squadra è la Sampdoria”. Una passione iniziata grazie ai quei colori magici che ci fanno venire i brividi: “Mi piacevano i colori, poi mi sono un po’ documentato e ho capito che la Samp è una squadra di underdog, sottostimata, quello che è successo a me per gran parte della carriera. Anche se con Vialli, Mancini e Gullit ci siamo divertiti anche noi” ha dichiarato alla Gazzetta nel 2017.

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