Niente più giocatori alle feste, la Federclubs scrive alla Sampdoria

La Federclubs è furiosa e scrive alla Sampdoria. Il motivo? La società blucerchiata ha annunciato di non voler più mandare delegazioni ufficiali agli eventi dei clubs. In occasione dell’ultima riunione della Federclubs è stata scritta una lettera indirizzata alla società di Corte Lambruschini, eccola:

“Alla cortese attenzione dell’Uc Sampdoria SpA

Il presente testo è stato redatto in base alle indicazioni dell’assemblea dei Club svoltasi il 23 gennaio 2020. In tale sede, il principale argomento in agenda è stata l’analisi del rapporto tra UC Sampdoria e Federazione dei Clubs Blucerchiati (oltre 70 club distribuiti sul territorio genovese, ligure, nazionale, estero). Tra le funzioni tradizionalmente riconosciute alla Federclubs vi è quello di gestire e coordinare il rapporto tra Club e società UC Sampdoria, con un mandato di rappresentanza assegnato al direttivo della Federclubs tramite elezioni biennali.

Sono molti i punti di contatto e collaborazione tra le due parti – quotidianamente ci interfacciamo con voi, in maniera cordiale e costruttiva, guidati solo ed esclusivamente dalla passione per i nostri colori non essendo alcuno di noi a stipendio di qualsivoglia entità. Abbiamo sempre distinto tra personale operativo e proprietà, e tale distinguo è stato mantenuto anche quando negli ultimi anni abbiamo – via via con crescente determinazione – contestato l’attuale proprietario. Non staremo qui a ripetere le numerose motivazioni che hanno nel tempo accresciuto la nostra delusione, preoccupazione e insofferenza. Siamo solo parzialmente sollevati nel leggere in questi giorni la volontà di passare il testimone ad una indefinita nuova proprietà e sappiamo bene che la sfida per la permanenza in serie A sarà una delle incognite principali di tali trattative.

Eccediamo a volte, questo dobbiamo ammetterlo, nel sentire l’UC Sampdoria SpA come un nostro avere. Chi è tra voi tifoso di una qualsiasi squadra (e auspichiamo che siano in futuro di più i sostenitori della Sampdoria operanti all’interno della società stessa) capirà questo nostro sentimento: è l’istinto di chi vuole difendere la propria famiglia, la propria passione, il proprio amore. Anche noi che possiamo dirci “tifosi esperti” – in rappresentanza di migliaia di tifosi iscritti ai nostri club – cadiamo spesso in questo errore; già vi avvisiamo che continueranno ad esserci questi episodi, e vogliamo augurarci che nulla ci tolga la passione che ancora adesso, mentre scriviamo queste parole, ci guida.

In tal senso, vi segnaliamo di aver appreso con profonda sorpresa e delusione della vostra volontà di non partecipare, dopo oltre 50 anni di storia, alle feste organizzate annualmente da diversi Club Blucerchiati. Ci avete rifiutato la presenza – adducendo che “ la società continua ad avere fra gli obbiettivi principali, l’intensificazione della diretta gestione di eventi e progetti sul territorio” (intensificazioni da noi per primi sollecitata, salvo poi aver verificato la scarsa propensione a metterla in atto, avendo registrato negli anni l’abbandono tra gli altri del Torneo Ravano, dei Samp Village, etc). Ma siete andati anche oltre, comunicandoci – citiamo la vostra missiva – che “i club ed i loro rappresentanti saranno dunque nostri graditissimi ospiti arricchendo i nostri eventi di consegna premi o riconoscimenti”.

Perdonateci se non accetteremo fin da ora questo invito provocatorio; vi ricordiamo che in questi decenni, accogliendo i giocatori e i dipendenti dell’UC Sampdoria come ospiti alle nostre feste, abbiamo consentito loro di entrare a far parte delle nostra famiglia. Abbiamo fatto capire loro cosa sia lo stile Sampdoria, li abbiamo messi fianco a fianco coi nostri bambini o i nostri tifosi più storici per abbattere le barriere del marketing, delle recinzioni, dei tornelli. Abbiamo condiviso la nostra passione cercando di nobilitare col nostro sentimento quello che per alcuni è un semplice sport, o un semplice mestiere. Abbiamo scritto tante pagine Blucerchiate, regalato tanti momenti felici e cancellato quelle distanze che – comuni in molte piazze calcistiche – a Genova sono sempre state evitate.

Ragionate su questo, chiunque sia la persona che ha preso tali decisioni: ragionateci su. La chiusura di Bogliasco, l’abbandono del Ravano, il tifoso come “cliente”, il rifiuto a partecipare alle feste, sono tutte facce della stessa medaglia: un distacco dalla tradizione Blucerchiata di “società di famiglia” per imitare altre realtà distanti anni luce da noi. Le nostre feste continueranno grazie ai tanti giocatori del passato e ai tanti ospiti che parteciperanno con passione e gioia ai nostri eventi. Voi, allontanandovi dal tifo organizzato, perpetuerete un errore che danneggia tutto l’ambiente.

Cambieranno tante cose, anche i nomi dei nostri eroi….

Federclubs”

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