La salvezza passa da Stankovic: come potrebbe giocare la sua Sampdoria?

Il dopo Giampaolo è definito, la panchina della Sampdoria va a Dejan Stankovic reduce dall’esperienza con la Stella Rossa. Il serbo si è legato ai blucerchiati con un contratto fino al 2023 con un bonus in caso di salvezza e un’opzione di rinnovo per un altro anno.

Dopo l’importante carriera da calciatore conclusasi nel 2013 con 647 presenze e 116 gol, intraprende quella da allenatore iniziando da vice allenatore di Stramaccioni all’Udinese nel 2014. Nel giugno del 2015 torna all’Inter con il ruolo di club manager, ruolo che lascerà dopo un anno. Nel marzo del 2017 viene nominato consulente del presidente dell’Uefa Ceferin. Nel novembre del 2019 ritorna nuovamente all’Inter entrando a far parte dello staff del settore giovanile, ruolo che lascerà a dicembre per rispondere alla chiamata della Stella Rossa, che lo assume per allenare la prima squadra.

Con la squadra di Belgrado Stankovic conquista tre scudetti consecutivi e due coppe nazionali mentre è meno fortunato in Europa, venendo sempre eliminato nei preliminari di Champions League. Dopo l’ultima sconfitta ad agosto sempre nei preliminari di Champions contro il Macchabi Haifa si dimette dal ruolo di allenatore, totalizzando 133 panchine con 104 vittorie, 20 pareggi e 9 sconfitte con il 78,20% di percentuale vittoria.

Il modulo adottato prevalentemente dall’ex Lazio e Inter è il 4-2-3-1. Visti i giocatori a disposizione i blucerchiati potrebbero essere schierati così:

Audero; Bereszynski, Murillo (Ferrari), Colley, Augello; Rincon, Villar; Gabbiadini (Leris), Sabiri, Djuricic; Caputo.

Altro modulo usato dal tecnico serbo è il 4-3-2-1, forse più idoneo per i giocatori a disposizione:

Audero; Bereszynski, Murillo (Ferrari), Colley, Augello; Rincon, Villar, Vieira (Verre); Sabiri, Djuricic; Caputo.

Il lavoro più importante che dovrà fare Stankovic per uscire da questa situazione delicatissima sarà quello psicologico e motivazionale con i giocatori, apparsi in quasi tutte le partite sottotono e privi di cattiveria agonistica.

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