Rovesciate, amore e follie: la storia di Francesco Flachi

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Francesco Flachi con la sua prima squadra, l’Isolotto.

Francesco Flachi nasce l’8 aprile del 1975 a Firenze. Innamorato del pallone fin da piccolo, inizia a giocare le prime partite con la maglia dell’Isolotto. Francesco è il bomber della squadra, ogni domenica segna caterve di gol e a Firenze inizia il passaparola su un piccolo fuoriclasse che sembra Maradona. Non a caso, il primo a fargli la corte è proprio il Napoli, che lo contatta attraverso Luciano Moggi. La madre di Francesco è però contraria al trasferimento in Campania, il padre prende tempo con un obiettivo: aspettare la Fiorentina. Nel 1988, quando ha già segnato oltre 150 reti con l’Isolotto, arriva l’accordo con i viola. La squadra della sua città lo fa suo per 120 milioni di lire, una cifra enorme per quegli anni. Francesco indossa così per la prima volta la maglia che ama, iniziando la trafila delle giovanili e vedendo realizzare il suo sogno…

L’esordio in Serie A

Dal 1988 cresce nella Fiorentina e continua a segnare nelle giovanili. La sua storia sembra quella del predestinato e nella prima stagione con la prima squadra, nella serie B 1993/1994, segna 2 gol in 11 partite. Nell’anno seguente, il 4 settembre 1994, fa il suo esordio in Serie A in Fiorentina – Cagliari 2-1. In totale scende in campo 21 volte, trovando spazio nella squadra di Gabriel Batistuta, Manuel Rui Costa, Francesco Baiano e Anselmo Robbiati. Segna 2 reti al primo anno di A ma la stagione seguente è quasi sempre in panchina, complice anche l’arrivo di Banchelli che inasprisce la concorrenza in attacco.

Flachi con la maglia del Bari

La prima cessione

Nel campionato 1996/1997 Francesco accetta il prestito a Bari nella speranza di trovare continuità. In Serie B con i galletti Flachi segna 3 gol in 21 partite, giocate che convincono la dirigenza viola a riportarlo indietro. A gennaio del 1997 Francesco torna così a casa, giocando però solo 3 partite in campionato e 4 in coppa Italia. Troppo poco per mettersi in mostra agli occhi di mister Claudio Ranieri, troppo poco per aspettare ancora. A gennaio del 1998 parte per un nuovo prestito, questa volta in direzione Marche. L’Ancona lo accoglie in Serie B e Francesco sfoga in campo la sua delusione per non essere rimasto a Firenze: segna 10 gol in 17 partite, incanta per le giocate e si fa notare come uno dei talenti più cristallini del campionato cadetto. Nella stagione 1998/1999 la Fiorentina lo riporta a casa per la terza volta, ma è l’anno con Edmundo e Batistuta in attacco. A malincuore, nell’estate del 1999, dà l’addio alla maglia viola per l’ultima volta. Le offerte non mancano ma Franesco decide di accettare la richiesta della Sampdoria, società appena retroscessa in Serie B che vuole puntare su di lui per risorgere.

L’arrivo a Genova

Arriva a Genova sulle ceneri della squadra appena retroscessa. Segna il primo gol in blucerchiato il 15 agosto del 1999, una doppietta nel 3-1 sul campo del Savoia. Nella prima stagione alla Samp fa però più fatica del previsto: Ventura non lo vede titolare e a fine campionato il bottino sarà di 5 reti in 28 partite. La stagione dopo arriva Luigi Cagni e con lui Flachi diventa titolare nella Samp segnando 17 reti in 34 partite. La stagione 2001/2002 è una delle più difficili di sempre con la Samp che ottiene una salvezza dalla Serie C alla terzultima giornata e Flachi che segna 16 reti in 37 partite. Nel 2002 inizia l’era Garrone e a Genova arriva Walter Novellino. Nel campionato della promozione segna 9 gol in 35 presenze, in Serie A invece perde la maglia da titolare. Dopo qualche giornata Novellino ci ripensa, Flachi torna titolare e a fine campionato avrà un bottino di 11 gol in 28 partite. Resterà alla Samp altre due stagioni e mezzo, nel 2004/2005 raggiunge il suo record di gol in Serie A, 14 in 35 partite, l’anno dopo ne fa invece 11 in 31. La stagione 2006/2007 inizia sotto le migliori aspettative, poi…

La squalifica

Il 21 settembre 2006 Flachi viene squalificato per due mesi con l’accusa di «violazione dell’art. 1 del codice di giustizia sportiva, avendo tentato di acquisire notizie sull’esito» del derby di Roma dell’aprile 2005, terminato 0-0. Francesco si dichiara estraneo ai fatti, viene squalificato fino a novembre 2006 e poi torna in campo con la Samp. Una nuova mazzata è però dietro l’angolo. Il 21 febbraio 2007 viene trovato positivo ad un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina, al controllo antidoping effettuato Sampdoria-Inter del 28 gennaio 2007. Le controanalisi confermano la positività alla cocaina, la Disciplinare condanna il giocatore doriano a sedici mesi di squalifica, poi aumentati a ventiquattro mesi. La storia d’amore con la Sampdoria finisce così, senza un saluto al pubblico, senza un’ultima partita. Dopo una parentesi all’Empoli finisce in Serie B al Brescia ma nel 2009 viene trovato nuovamente positivo alla cocaina. Nel 2010 il tribunale nazionale antidoping lo ha squalificato con 12 anni di squalifica, una pena che finirà il 10 giugno del 2020.

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