La storia blucerchiata di Zenga: un amore mai nato

Luglio 1994, la Sampdoria ha appena ceduto Gianluca Pagliuca all’Inter. Nella trattativa arriva a Genova Walter Zenga, portiere ormai 34enne che ha alle spalle una grande storia in nerazzurro e in nazionale. Nel primo anno Zenga è titolare, gioca 34 partite e subisce 37 gol alternando buone prestazioni a scivoloni pesanti. Su tutti la barriera posizionata nella seminifnale di ritorno di Coppa delle Coppe contro l’Arsenal: il gol di Schwarz condanna la Samp ai supplementari e poi all’eliminazione. Il feeling con l’ambiente si sgretola e nella stagione seguente, complice gli infortuni, Zenga perde il posto a favore del giovane Angelo Pagotto. La storia con la Samp finisce nell’estate 1996, la Sampdoria comunica a Zenga di non voler puntare più su di lui ed il portiere finisce la carriera a Padova prima e negli Usa poi.

Appese le scarpe al chiodo Zenga inizia la carriera da allenatore, un mister giramondo tra Usa, Romania, Jugoslavia, Turchia ed Emirati Arabi. Nell’estate del 2015 torna a Genova per sedersi sulla panchina blucerchiata ma per sostituire Sinisa Mihajlovic. Il suo esordio macchia la storia blucerchiata, sconfitta per 4-0 contro il Vojvodina in Europa League. È la peggior sconfitta casalinga nella storia della Sampdoria nelle competizioni UEFA, i tifosi iniziano una pesante contestazione. Il feeling con la piazza non avrà più modo di nascere, a novembre dopo lo 0-2 contro la Fiorentina viene esonerato dopo 4 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte.

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