Nella mattinata di mercoledì scorso, l’azionista di maggioranza della Sampdoria Matteo Manfredi ha fatto un altro importante passo nell’operazione che porta alla definitiva esclusione di Ferrero dalla Sampdoria. Un incontro con l’obiettivo di mediare tra le parti e avvicinarsi a un accordo economico per chiudere gli ultimi contenziosi che legano ancora il nome del romano alla società blucerchiata. 

L’ex patron detiene ancora il 21% delle azioni della società e, come raccontato da Il Secolo XIX, l’incontro è stato organizzato con l’obiettivo di trovare un accordo per la liquidazione della percentuale restante alla nuova proprietà. Un accordo tutt’altro che facile, soprattutto considerando l’innata capacità di Ferrero di sopravvalutare le quotazioni. 

L’obiettivo di Manfredi è anche quello di trovare un accordo per ritirare le varie iniziative legali in piedi da entrambe le parti. A ottobre la Sport e Spettacolo Holding di Ferrero ha inviato una “contestazione d’addebito” alla Sampdoria chiedendo la prima tranche di pagamenti come pattuito con Radrizzani e Manfredi, cercando di invalidare la cessione del club. In risposta a novembre la Sampdoria ha citato la SSH al Tribunale di Roma per accertare e dichiarare la validità dell’accordo di cessione della società citando anche Ferrero per circa 5 milioni di euro di danni che sarebbero derivanti dai mancati introiti di mercato causati dalle operazioni di rallentamento dell’ex proprietario.

Tra gli altri temi affrontati nell’incontro milanese ci sarebbero anche il leasing sullo stemma della Sampdoria e l’ipoteca della vecchia sede blucerchiata a Corte Lambruschini. All’incontro ne seguiranno con tutta probabilità altri, un lungo lavoro diplomatico che, se troverà successo, libererà definitivamente la Sampdoria dal suo passato. 

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